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Browsing "Investimenti Socialmente Responsabili"

“skill instability”

Feb 3, 2018   //   by wbottoni   //   Blog, Cultura, Finanza, Investimenti Socialmente Responsabili, Sindacato  //  Nessun commento
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Amazon oggi è il marchio di maggior valore economico al mondo. Precede Apple e Google grazie a un incremento di valore del 42% negli ultimi dodici mesi che lo ha portato a una quotazione di 150.8 miliardi di dollari. Sono questi i dati della l’ultima Global 500 di Brand Finance che mette in fila le prime 500 aziende del mondo.

Mentre Wall Street ieri arretra del 2,5%  Amazon avanza del 5,13% con utili da record a quasi due miliardi di dollari

Eppure MSCI avverte che il 2018 sarà appunto l’anno del capitale umano basta leggere il loro rapporto appena uscito.  Ciò ha spinto l’Human Capital Management Coalition a lanciare una petizione alla Sec per una maggiore trasparenza su temi come la stabilità, le competenze, la produttività e la remunerazione della forza lavoro.
McKinsey ha previsto che entro il 2030 saranno 75 milioni e 375 milioni di lavoratori a livello globale
che dovranno cambiare categoria professionale.
A inizio settimana Amazon  ha stretto una partenrship con JPMorgan Chase.
Il mercato ha reagito positivamente all’accordo, soprattutto considerato il numero di impiegati che il colosso ha ora all’attivo, circa 566 mila persone, e l’entità ingente a cui è giunta la società, cosa spesso molto criticata.
Come non andare nella memoria a quel famoso documento del 28 maggio 2013.

Vorremmo giunti a questo punto ringraziare ancora Leo che compare nelle slider del nostro template per averci rammentato con il suo esempio che proprio l’iniziale ebraica del nome di Dio YHWH, la lettera yod, è vicinissima al vocabolario yad, che vuol dire mano.

Sempre rimanendo nel lessico della parola si dice com-prendere, ap-prendere, intra-prendere, sor-prendere.

Ed è proprio la perdita della tangibilità dei beni ad avere causato la crisi attuale.

ECONOMIA E DIRITTI VIRTUALI CHE SI SONO STACCATI DALLE COSE.

 

Amazon fuori dal Tempio

Feb 2, 2018   //   by wbottoni   //   Blog, Cultura, Finanza, Investimenti Socialmente Responsabili, Sindacato  //  Nessun commento
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Tèmpio (ant. tèmplo) s. m.  – dal lat. templum, da una radice affine al gr. τέμενος «recinto sacro»

 

 

Amazon Technologies Inc.

 

 

L’art. 47 della Costituzione Italiana testualmente recita: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprieta` dell’abitazione, alla proprieta` diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Quando il 21 aprile 1993 viene emanato il D.lgs.n. 124 nasce la cosiddetta previdenza complementare che fermo restando  quanto stabilito dall’art.38 della Costituzione  pone le basi per favorire la costituzione, su base volontaria, collettiva o individuale, di forme di previdenza per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari.

Nascono cosi dentro i contratti e accordi collettivi, anche aziendali questi nuove forme di risparmio che hanno nel lavoro la loro linfa principale non solo di natura economica.

Dal momento che una cosiddetta forma coordinata di fattori produttivi che partecipa all’attività economica di un Paese quale l’Italia deve obbligatoriamente rispettare ed adeguarsi in modo integrale all’intero impianto legislativo nazionale entro cui svolge la propria libera attività.

Di seguito sono elencati i primi articoli della nostra Costituzione.

PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1. L’Italia e` una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranita` appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita`, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta` politica, economica e sociale Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignita` sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua , di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta` e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita` e la propria scelta, una attivita` o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societa`.

La dichiarazione universale dei diritti umani all’articolo 1 ci dice che  tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Per concludere l’art. 13 della Carta Costituzionale scolpisce in modo indelebile quanto segue:                     

                                            La liberta` personale e` inviolabile.

Tutto quanto premesso giudichiamo negativamente  l’iniziativa posta in essere Amazon Technologies Inc. di registrare un Braccialetto ultrasonico e ricevitore per la rilevazione della posizione in piano 2d 

Segue dettaglio  e relativa descrizione:

Numero di pubblicazione

US20170278051 A1

Tipo di pubblicazione

richiesta

Numero domanda

US 15 / 083.083

Dati di pubblicazione

28 set 2017

Dati di registrazione

28 marzo 2016

Dati di priorità

28 marzo 2016

Assegnatario originale

Amazon Technologies, Inc.

ESTRATTO

Il monitoraggio a ultrasuoni delle mani di un lavoratore può essere utilizzato per monitorare le prestazioni delle attività assegnate. Un sistema di inventario include contenitori di inventario configurati per conservare articoli di inventario, un’unità ultrasonica, trasduttori ultrasonici e un modulo di gestione. L’unità ad ultrasuoni è configurata per essere indossata da un utente in prossimità della mano dell’utente e per emettere periodicamente impulsi sonici ad ultrasuoni. I trasduttori ultrasonici sono disposti in relazione ai contenitori di inventario e configurati per ricevere gli impulsi emessi. Il modulo di gestione è operativamente accoppiato con i trasduttori a ultrasuoni e configurato per elaborare i segnali generati dai trasduttori a ultrasuoni per identificare un contenitore di inventario basato sulla prossimità dell’unità a ultrasuoni rispetto al contenitore di inventario identificato.

Tutto ciò premesso nel più assoluto rispetto dell’Art. 47 della nostra Costituzione siamo assolutamente convinti e determinati che la tutela del risparmio che la Repubblica persegue non possa prescindere dalla coerente declinazione dei  suoi principi fondamentali.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’è in ogni uomo.

Dov’è l’uomo?

 

L’eclisse dell’anima

Gen 31, 2018   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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«armi legittime con una chiara utilità militare»

Così il Pentagono definisce le 2,2 milioni di munizioni a grappolo di cui dispone.

Ricordiamo che gli Usa non sono tra i firmatari del trattato del 2010 che mette al bando questo tipo di munizioni.

Il Pentagono posticiperà a tempo indeterminato il provvedimento che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2019 per mettere al bando le cluster bomb, considerate a rischio per i civili durante e dopo il loro lancio, perché proiettano ad ampio raggio munizioni ad esplosione ritardata (le bomblets) e alcune restano inesplose ma comunque innescate per lungo tempo.

Dalle catastrofi ambientali all’industria delle armi ecco dove nasce il Pil targato USA.

 

stati Uniti

2017

Panoramica Coutry

Mine Ban Treaty / Status: non firmatario
Convenzione sulle munizioni a grappolo / Status: non firmatario
Convenzione sulle armi / stato convenzionali: ratificato 
Convenzione sulle armi convenzionali / Protocollo modificato II: Consentito di essere legato
Convenzione sulle armi convenzionali / Protocollo V: Consentito di essere legato
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità / Status: firmato 
Risoluzioni dell’UNGA del 2017: 72/40 (mine terrestri) – 72/41 (munizioni a grappolo) Astenuto – Astenuto

Le slitte sostenibili non vanno a petrolio

Gen 14, 2018   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Sami blood

Jovsset e sua sorella l’artista Máret Ánne Sara, in una buia notte prima di Natale hanno accumulato teschi di 200 renne davanti alla Corte del distretto di Finnmark, nella cittadina di Tana, questo per denunciare il diktat del Ministero dell’Ambiente norvegese che gli imponeva di abbattere ben 41 delle loro 116 renne.

La Corte suprema norvegese ha respinto il ricorso con la stupefacente motivazione di preservare  un fantomatico equilibrio naturale.

La verità è che sulle distese di natura incontaminata del Nord-Europa grava una minaccia potenzialmente letale: la futura “invasione” dell’industria mineraria internazionale, i cui interessi ultimamente si sono indirizzati verso i territori settentrionali di Finlandia, Svezia e Norvegia.

Ricchi giacimenti da cui estrarre uranio, nichel, fosforo e altri preziosi minerali, con il rischio di causare danni permanenti alla complessa e delicata rete di fiumi, laghi e riserve idriche su cui si fonda la sopravvivenza di molti animali, tra cui alcuni dei più grandi mammiferi europei come la lince, l’orso, il lupo e il ghiottone.

Quanto allo sterminio programmato delle renne esso non fa che aggiungersi a quello tristemente  provocato dall’avvelenamento dell’habitat  naturale, infatti il muschio – parte sostanziale della dieta di questi mammiferi – è stato contaminato dai residui di metalli pesanti come rame, cobalto, nichel e cromo.

Una situazione che sembra destinata a peggiorare in modo esponenziale: se infatti la sola Norvegia del nord ospita attualmente circa 40 miniere, tale numero – sotto l’influenza dei grandi colossi statunitensi, canadesi e britannici – sembra destinato a raddoppiare nel giro di pochi anni.

E questo nonostante le proteste di scienziati, gruppi di ambientalisti, associazioni di pescatori e allevatori, che già all’inizio di quest’anno hanno contestato duramente il governo norvegese, ‘colpevole’ di aver autorizzato una compagnia mineraria a riversare milioni di tonnellate di rifiuti all’anno (conseguenza dell’estrazione di rame) nel fiordo artico di Repparfjord, una riserva destinata all’allevamento ittico.

Il più grande fondo sovrano d’Europa: Norges Bank ha assegnato alla Columbia University di New York una borsa di studio di 3 anni per studiare in che modo i diversi fattori di sostenibilità influenzano la redditività nel settore minerario.

Ci piacerebbe conoscerne le conclusioni.

#promuoviamoilfuturo – no tu no

Nov 28, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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IL SEGMENTO GREEN E SOCIAL DI BORSA ITALIANA DÀ IL BENVENUTO A CDP

 

 

E’ nato il primo social bond sui mercati obbligazionari di Borsa Italiana.

Questo è il comunicato.

Quella che viene definita una emissione “social”   ha registrato una domanda di circa cinque volte superiore all’offerta (2,25 miliardi di euro) proveniente per oltre il 70% da soggetti esteri.

E pensare che sul sito di CDP  si apre alla più grande casa del risparmio delle famiglie italiane.

La Posta.

Quale occasione migliore di questa per illuminare il risparmio con la luce green.

Green bond contro le morti bianche

Nov 12, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Recentemente il Prof. Tito Boeri, presidente dell’INPS, è intervenuto sul tema della bonifica dell’amianto. Egli ha stimato che essa verrà portata a termine solamente nei prossimi 85 anni; nel frattempo le esposizioni proseguiranno e con esse si verificheranno nuovi casi di patologie asbesto correlate che, tenendo conto dei tempi di latenza, sarebbero diagnosticati nel corso dei prossimi anni.

Le cifre per l’Italia al momento sono queste: Seimila decessi nel 2016, 10.000 nuovi casi diagnosticati; 54.000 da qui al 2025, anno in cui ci sarà il picco; 100.000 decessi nei prossimi 120 anni.

Eppure ad oggi non sono previsti incentivi nella legge di bilancio in approvazione.

L’Italia è stato il secondo produttore in Europa di amianto, e ne ha usato finora oltre 3.700.000 tonnellate a partire dal 1945. Degli oltre 3.000.000 di lavoratori che ne sono stati esposti ne rimangono a contatto alcune centinaia di migliaia.

Secondo le stime dell’OMS, ogni anno questa fibra killer provoca nel mondo più di 100mila decessi. 

Lo scorso anno gli incentivi varati dal Governo sono stati pari a 17 mil. di euro con un massimo di 200.000 per singolo intervento (ovviamente non sufficienti per operazioni di bonifica in grandi aziende, scuole od ospedali).

Le sole scuole con presenza di amianto sono tuttora 2.400.

Dall’entrata in vigore della legge 257/1992, nonostante le opere di bonifica si calcola che l’amianto sia  ancora presente in 40 milioni di materiale di costruzione.

I costi sociali di questo disastro sono questi.

Costo sociale medio di un paziente oncologico per l’unità di riferimento è di 41.000 euro ogni anno. Cifra insostenibile sia per il singolo malato che per la sua famiglia, ma anche per il Sistema sanitario Nazionale che dovrebbe affrontare una spesa complessiva stimata in 400 milioni di euro annui, a cui si aggiungono le spese per prestazioni previdenziali ed assistenziali: un totale di 48 miliardi nei prossimi 120 anni, di cui circa 5 miliardi per i prossimi dieci anni.

Nell’estenuante dibattito sul finanziamento all’economia reale e facendo leva sull’assenza di risposte del Governo nella legge di Bilancio crediamo che  i “social impact bond” possano costituire una risposta efficace e di piena responsabilità sociale.

E’ del tutto evidente che a partire dalla sanità pubblica, l’INAIL e l’INPS potrebbero trovare soluzioni nuove a questo disastro ambientale immanente. Dall’ILVA di Taranto, al petrolchimico di Siracusa al Porto di Trieste alla Maddalena si potrebbero avviare progetti di bonifica importanti mettendo in moto risorse economiche in grado di dare un impulso ai consumi interni  con conseguenze positive sul fronte  dell’occupazione e della congiuntura economica.

Ma cosa sono i social impact bond?

Sono un’obbligazione “normale”, uno strumento con cui stati e aziende rastrellano finanziamenti. Se si acquista un’obbligazione che vale 100, alla scadenza si riceverà indietro naturalmente 100, più una quota di interesse che  verrà liquidata a intervalli regolari. In questo modo, lo Stato o l’azienda avranno la liquidità per le loro attività e l’investitore, che ha dato loro fiducia, otterrà un piccolo guadagno.

Un social impact bond, noto anche come “pay for success bond”, è un’obbligazione con cui il settore pubblico raccoglie investimenti privati per pagare chi gli fornisce servizi di welfare. La remunerazione del capitale investito, però, è calcolata in modo molto particolare: infatti, viene agganciata al raggiungimento di un certo risultato sociale. Il ragionamento alla base è innovativo: se si risolve un problema sociale, si evita un costo per la società. Grazie a quel risparmio, la pubblica amministrazione si può permettere di remunerare gli investitori.

Forse è arrivato il  momento per la previdenza complementare italiana di mettere  carburante  nei motori della nostra economia per finanziare la bonifica di questo gravissimo problema sociale.

Ai dati allarmanti sulle morti bianche andrebbero aggiunti  queste per così dire “morti trasparenti”, invisibili che flagellano così duramente il mondo del lavoro.

Non è pensabile che il risparmio previdenziale si volti dall’altra parte quando il pubblico non riesce o non sa  trovare le risorse per la gestione di questa emergenza.

L’investimento a “impatto sociale” è la risposta giusta.

Quanto poi agli enti certificatori di questo innovativo strumento di finanziamento crediamo che vadano inventati nuovi strumenti di osservazione ed analisi con che la partecipazione sinergica di Istat e università italiane.

Le bombe a grappolo …di soldi.

Nov 4, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili, Sindacato  //  Nessun commento
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In tempi di aspre campagne elettorali e di controverse promulgazioni di spinosissimi Rosatellum non ha trovato nemmeno un piccolo spazio  l’approvazione della legge che introduce misure rigorose contro il finanziamento delle imprese che producono mine anti-persona e munizioni a grappolo. Pensate un autentico unicum: voto favorevole di 389 parlamentari su 391 presenti, 0 contrari e 3 astenuti.

 

La notizia c’era tutta!

Ora vanno sanati i profili di illegittimità costituzionale, sollevati dal Presidente Mattarella che disvelano nel disegno di legge appena approvato aspetti di contrasto con le stesse leggi di messa al bando di questi ordigni – le leggi 106/1999 e  95/2011 – che ricordiamo richiedono sanzioni penali (non solo amministrative) per tutti i finanziatori delle armi vietate nel nostro paese.

Domanda: possibile che nessun altro se ne sia accorto?

Nessun gruppo parlamentare pare abbia prestato la dovuta attenzione al varo di questa legge di assoluta civiltà.

Come è possibile che norme di esclusione dei profili penali per i ruoli apicali finanziari sia sfuggita a tutti?

Strano atteggiamento di chi è sempre pronto ad indicare le carenze della vigilanza finanziaria salvo essere assalito da incomprensibili amnesie quando preme il pulsante dentro la Camera dei Deputati di questo nostro Paese.

Gli odiosi attacchi terroristici ad opera dell’Isis hanno bisogno di quotidiane risposte di civiltà a cui peraltro,  le convenzioni ONU ci hanno invitato da anni.

Poche finora le immagini che i nostri notiziari hanno dedicato alle stragi di civili che si svolgono  in Arabia Saudita e Yemen frutto di una produzione malata del progredito occidente.

In relazione al ruolo di finanziamento che la legge estende ai Fondi Pensione ci auguriamo che la Covip sollevi gli stessi profili di inopportunità d’investimento di allora.

Il risparmio dei lavoratori non può e non  deve avere un rendimento macchiato così orrendamente.

Sri/Reset: capitolo B come Bocconi

Ott 10, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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E’ strano partire da una città rassegnata e cupa come Roma ed arrivare in poche ore in un luogo dove i ragazzi parlano animatamente per strada dei loro progetti di vita penetrando la luce con occhi vivi ed al tempo stesso sognanti. Siamo a Milano in Bocconi. Velocemente le belle ed alte vetrate si aprono  e perfino Previtenda fa capolino in questo luogo. Questo l’evento  che ci attende. Ci colpisce il termine “scalare” usato in presentazione forse proprio dal nostro prezioso amico Andrea.

Abituati da anni, sin dal 2001, a camminare  “In direzione ostinata e contraria”  ci troviamo ora a scendere le scale che ci portano in aula.

I ragazzi seduti dinanzi a noi ci guardano senza quasi emozione e difficile immaginare la forma  delle nuvole che si formano sopra la loro teste ma quello che sogniamo veramente è che ognuno di loro diventi rondine. Rondini che migrano e portano i loro saperi da un luogo ad un altro. Rondini che stanno insieme sui fili elettrici della rete e guidino la connessione squarciando luci e saperi inaspettati.

L’università si riscopra al più presto protagonista nei processi sociali. Alla stregua ed in stretta analogia all’esito della sfida della ricerca e dei Big Data nella quale Bologna è stata scelta per ospitare il nuovo Data Center del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine divenendo il principale hub italiano di ricerca e conoscenza in materia di meteo e cambiamento climatico, ci piacerebbe proporre proprio qui in Bocconi la costituzione di una società specializzata nella certificazione verde con un sistema di misurazione metrica /ESG).

Ricordiamo che in ambito universitario è già operativa Cineca (centro di supercalcolo) che  è un Consorzio Interuniversitario (70% delle università italiane più 8 centri di ricerca) senza scopo di lucro che promuove l’utilizzo dei più avanzati sistemi di elaborazione dell’informazione a favore della ricerca scientifica e tecnologica.

Lo stampo c’è già basta solo replicarlo!

La realtà corre e l’università deve ritrovare il suo orologio sociale

Questi i primi battiti di ali.

 

 

Gli icemberg che piovono dal cielo

Ago 9, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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“Italia spaccata in due” – quante volte abbiamo sentito questa espressione. La notizia sta appunto ad indicare una contrapposizione tra una parte settentrionale flagellata da improvvise bombe d’acqua ed un centro sud desertificato, folgorato da una calura incessante e priva di oasi refrigeranti. Ci siamo chiesti più volte in questi giorni come mai i costruttori di notizie forniscano un prodotto ormai così scadente. Eppure la condizione climatica eccezionale è sotto gli occhi di tutti e non è più possibile definirla un semplice ed accidentale evento meteo. Basta interrogare gli anziani, e  persino quelli più umili che immediatamente ti raccontano eventi assolutamente distanti  da questo odierno incubo climatico. Nonostante ciò, nei freddi e climatizzati studi dei maggiori organi d’informazione si lavorano queste notizie con un disprezzo e un indice di superficialità davvero insopportabile. Persino la paura più grande, ovvero la crisi dell’acqua che ha lambito la città da dove è partita il 18 giugno 2016 l’Enciclica Laudato Si non è bastata a scuotere la coscienza questi privilegiati operai dell’informazione.

Queste sono le vere fake news ovvero i nuovi iceberg dove stiamo andando tutti  inesorabilmente a sbattere. Mai infatti,  una volta abbiamo ascoltato una parola sui cambiamenti climatici varati a Parigi nel dicembre del 2015. Persino la Consob a fine luglio si è mossa con vasto documento di consultazione riguardante le cosiddette “Non financial information” che inchioderanno le nostre più grande imprese ad un resoconto di gestione della loro attività in campo ambientale.

Nonostante ciò i nostri bravi operatori dell’informazione continuano a parlare appunto di bombe d’acqua e di esplosioni di calore con la certosina cura con sui vengono confezionati e  divulgati settimanalmente i famigerati oroscopi.

Ma cosa li tiene lontani dalla verità? Quale forza gravitazionale li tiene legati ad un profilo di sviluppo che sta lentamente uccidendo l’intera umanità.

Neppure il sanguinoso dibattito sui profughi  sfugge a questa regola di menzogna!

L’unica salvezza forse è quella di portare dentro la nostra tenda i nostri giovani e leggergli insieme questo grido d’allarme che Francesco Gesualdi ci ha voluto donare all’insaputa dei nostri più grandi mezzi d’informazione.

In ultimo ci chiediamo quale ruolo possa svolgere la industria finanziaria a questo scopo. Oggi si ricorda lo scoppio della bolla subprime e proprio per questo forse sarebbe la data giusta per pungere finalmente una bolla del tutto nuova.

La risposta è tutta qui: Green bond.

HAL ce l’ha un’anima etica?

Mar 31, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Non sappiamo ancora se Brad Betts, ex computer scientist della Nasa lavori ancora per BlackRock oppure sia stato licenziato dal nuovo algoritmo di machine learning chiamato AdaBoost, ma quel che conta che la più grande società di investimento al mondo con in portafoglio 5100 di dollari ha deciso di usare un cervellone per lo “stock picking” (la scelta dei titoli) al posto dei suoi 40 money manager.

Sicuramente la svolta di BlackRock abbasserà anche i costi delle commissioni a carico degli investitori o forse probabilmente non se ne accorgerà nessuno, chissa?

Ricordiamo che aveva aperto le danze Bridgewater, il più grande gruppo di hedge fund che già nel 2012 aveva assunto il capo dell’unità per l’intelligenza artificiale Watson di Ibm, seguita da Two Sigma  con l’arruolamento di ex ingegneri top di Google.

Eppure Yin Luo, cresciuto “giocando” coi computer e i codici informatici, e che oggi è il “chief quant”, ovvero il capo analista quantitativo, di Deutsche Bank è rimasto scioccato dal profondo rosso in cui si trova la banca tedesca.

Ci auguriamo solamente che i 30 umani che compongono l’engagement team di investment stewardship di BlackRock possa continuare indisturbato il confronto sui temi ambientali con le aziende investite al fine di contenere gli effetti del climate change.

Vogliamo ora credere che l’esortazione ExxonMobil , il più grande gruppo petrolifero americano, rivolta  all’amministrazione Trump che  sollecita a mantenere gli Stati Uniti nell’ accordo clima di Parigi concordato alla fine del 2015 sia stavolta condivisa  da Larry Fink chief executive e fondatore di BlackRock.

Ci tortura solo un dubbio.

Dal momento che la ricerca condotta da MSCI (fornitore di indici finanziari) ha scoperto che 6.678 fondi comuni di investimento hanno avuto almeno il 5% del portafoglio investito in aziende che producono o distribuiscono armi controverse e che tali armamenti, come si ricorderà sono oggetto di divieto o restrizioni da trattati o convenzioni internazionali e infine considerato che secondo il Financial Times un fondo gestito attivamente gestito da Fidelity Investments,  ha circa il 60 per cento di esposizione, e fondi passivi offerti da Invesco PowerShares, BlackRock e State Street ci sorge spontanea la domanda ma il cervellone di BlackRoch ha un microchip SRI?

 

 

 

 

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