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Archive from gennaio, 2018

L’eclisse dell’anima

Gen 31, 2018   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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«armi legittime con una chiara utilità militare»

Così il Pentagono definisce le 2,2 milioni di munizioni a grappolo di cui dispone.

Ricordiamo che gli Usa non sono tra i firmatari del trattato del 2010 che mette al bando questo tipo di munizioni.

Il Pentagono posticiperà a tempo indeterminato il provvedimento che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2019 per mettere al bando le cluster bomb, considerate a rischio per i civili durante e dopo il loro lancio, perché proiettano ad ampio raggio munizioni ad esplosione ritardata (le bomblets) e alcune restano inesplose ma comunque innescate per lungo tempo.

Dalle catastrofi ambientali all’industria delle armi ecco dove nasce il Pil targato USA.

 

stati Uniti

2017

Panoramica Coutry

Mine Ban Treaty / Status: non firmatario
Convenzione sulle munizioni a grappolo / Status: non firmatario
Convenzione sulle armi / stato convenzionali: ratificato 
Convenzione sulle armi convenzionali / Protocollo modificato II: Consentito di essere legato
Convenzione sulle armi convenzionali / Protocollo V: Consentito di essere legato
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità / Status: firmato 
Risoluzioni dell’UNGA del 2017: 72/40 (mine terrestri) – 72/41 (munizioni a grappolo) Astenuto – Astenuto

Le slitte sostenibili non vanno a petrolio

Gen 14, 2018   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Sami blood

Jovsset e sua sorella l’artista Máret Ánne Sara, in una buia notte prima di Natale hanno accumulato teschi di 200 renne davanti alla Corte del distretto di Finnmark, nella cittadina di Tana, questo per denunciare il diktat del Ministero dell’Ambiente norvegese che gli imponeva di abbattere ben 41 delle loro 116 renne.

La Corte suprema norvegese ha respinto il ricorso con la stupefacente motivazione di preservare  un fantomatico equilibrio naturale.

La verità è che sulle distese di natura incontaminata del Nord-Europa grava una minaccia potenzialmente letale: la futura “invasione” dell’industria mineraria internazionale, i cui interessi ultimamente si sono indirizzati verso i territori settentrionali di Finlandia, Svezia e Norvegia.

Ricchi giacimenti da cui estrarre uranio, nichel, fosforo e altri preziosi minerali, con il rischio di causare danni permanenti alla complessa e delicata rete di fiumi, laghi e riserve idriche su cui si fonda la sopravvivenza di molti animali, tra cui alcuni dei più grandi mammiferi europei come la lince, l’orso, il lupo e il ghiottone.

Quanto allo sterminio programmato delle renne esso non fa che aggiungersi a quello tristemente  provocato dall’avvelenamento dell’habitat  naturale, infatti il muschio – parte sostanziale della dieta di questi mammiferi – è stato contaminato dai residui di metalli pesanti come rame, cobalto, nichel e cromo.

Una situazione che sembra destinata a peggiorare in modo esponenziale: se infatti la sola Norvegia del nord ospita attualmente circa 40 miniere, tale numero – sotto l’influenza dei grandi colossi statunitensi, canadesi e britannici – sembra destinato a raddoppiare nel giro di pochi anni.

E questo nonostante le proteste di scienziati, gruppi di ambientalisti, associazioni di pescatori e allevatori, che già all’inizio di quest’anno hanno contestato duramente il governo norvegese, ‘colpevole’ di aver autorizzato una compagnia mineraria a riversare milioni di tonnellate di rifiuti all’anno (conseguenza dell’estrazione di rame) nel fiordo artico di Repparfjord, una riserva destinata all’allevamento ittico.

Il più grande fondo sovrano d’Europa: Norges Bank ha assegnato alla Columbia University di New York una borsa di studio di 3 anni per studiare in che modo i diversi fattori di sostenibilità influenzano la redditività nel settore minerario.

Ci piacerebbe conoscerne le conclusioni.

Compagni

Gen 9, 2018   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Spirito di squadra e cooperazione Comunicare per mantenere e sviluppare lo spirito di squadra, migliorando la cooperazione, la condivisione delle competenze e la capacità di aiutare gli altri: l’obiettivo è di essere attori responsabili, al fine di ricercare e favorire il successo del Gruppo, nel rispetto dei suoi presupposti etici. (Dal Codice etico del Gruppo Monte dei Paschi – settembre 2016).

Ci incuriosisce che tuttora venga mantenuta nel Sito  un corposo riferimento alla politica d’investimento responsabile di cui i Fondi di Previdenza del personale sono protagonisti fin dal 2001.

Si tratta come è noto perlopiù di risorse salariali dei dipendenti con l’aggiunta di una porzione  esigua di contribuzione datoriale di origine contrattuale.

Quanto poi al cromosoma Sri (acronomo dell’investimento socialmente responsabile) non possiamo far a meno di ricordare che il cammino cominciò proprio da una iniziativa della Fisac-Cgil che attraverso il proprio rappresentante nel Cda della Cassa di Previdenza Aziendale di MPS propose la nascita di una Linea Etica che in pochi anni contaminò la policy d’investimento di tutte e due i fondi pensione interni.

Colpisce che il riconoscimento ottenuto nel 2017 dal Fondo Complementare Post ’91 da parte del Forum della Finanza Sostenibile che lo vede largamente al primo posto della classifica dei fondi preesistenti è stato stranamente dimenticato o peggio ignorato.

Sono lontani i tempi in cui la portata di tali riconoscimenti provocava un sussulto di orgoglio in tutti gli attori coinvolti.

Anzi oggi ci si interroga se la Banca è interessata da un significativo cambiamento climatico.

Sarà interessante scoprire se ci sono fonti nuove di inquinamento in mezzo ai lavoratori di questa gloriosa banca. Eppure oggi  nuovi strumenti ci sono ed ognuno avrà la possibilità di usarli liberamente.

Perchè per cominciare non recapitare alla nostra tenda i vostri messaggi ed opinioni?

 

 

 

Pinocchio torna a correre

Gen 1, 2018   //   by wbottoni   //   Cultura  //  Nessun commento
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Non siamo ancora usciti dal ventre della balena che ci ha inghiottiti almeno 20 anni fa, ma forse ora è arrivato il momento per provare a sbucare di nuovo e tornare a correre.

Ci siamo chiesti se Previtenda è ancora un luogo dell’immaginazione e della conoscenza specie adesso che gli sguardi intorno a noi sono divenuti perlopiù fugaci e scarsamente curiosi.

Noi non smetteremo di avere il coraggio della ricerca, anzi quest’anno torneremo sotto la tenda per interrogare e scavare il nostro presente.

In questo capodanno ci hanno colpito i venti giovani di Napoli ricoverati in coma etilico e l’aumento sconsiderato di petardi dal sud al nord della nostra penisola.

Il buio è diventato protagonista, né più né meno del ventre della balena che custodiva i nostri eroi.

C’è bisogno di favola per accendere il futuro, di giovani al comando, di sentieri nuovi tutti da scrivere.

Tenersi per mano è la risposta  giusta per ritrovare il cammino.