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Archive from marzo, 2017

HAL ce l’ha un’anima etica?

Mar 31, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Non sappiamo ancora se Brad Betts, ex computer scientist della Nasa lavori ancora per BlackRock oppure sia stato licenziato dal nuovo algoritmo di machine learning chiamato AdaBoost, ma quel che conta che la più grande società di investimento al mondo con in portafoglio 5100 di dollari ha deciso di usare un cervellone per lo “stock picking” (la scelta dei titoli) al posto dei suoi 40 money manager.

Sicuramente la svolta di BlackRock abbasserà anche i costi delle commissioni a carico degli investitori o forse probabilmente non se ne accorgerà nessuno, chissa?

Ricordiamo che aveva aperto le danze Bridgewater, il più grande gruppo di hedge fund che già nel 2012 aveva assunto il capo dell’unità per l’intelligenza artificiale Watson di Ibm, seguita da Two Sigma  con l’arruolamento di ex ingegneri top di Google.

Eppure Yin Luo, cresciuto “giocando” coi computer e i codici informatici, e che oggi è il “chief quant”, ovvero il capo analista quantitativo, di Deutsche Bank è rimasto scioccato dal profondo rosso in cui si trova la banca tedesca.

Ci auguriamo solamente che i 30 umani che compongono l’engagement team di investment stewardship di BlackRock possa continuare indisturbato il confronto sui temi ambientali con le aziende investite al fine di contenere gli effetti del climate change.

Vogliamo ora credere che l’esortazione ExxonMobil , il più grande gruppo petrolifero americano, rivolta  all’amministrazione Trump che  sollecita a mantenere gli Stati Uniti nell’ accordo clima di Parigi concordato alla fine del 2015 sia stavolta condivisa  da Larry Fink chief executive e fondatore di BlackRock.

Ci tortura solo un dubbio.

Dal momento che la ricerca condotta da MSCI (fornitore di indici finanziari) ha scoperto che 6.678 fondi comuni di investimento hanno avuto almeno il 5% del portafoglio investito in aziende che producono o distribuiscono armi controverse e che tali armamenti, come si ricorderà sono oggetto di divieto o restrizioni da trattati o convenzioni internazionali e infine considerato che secondo il Financial Times un fondo gestito attivamente gestito da Fidelity Investments,  ha circa il 60 per cento di esposizione, e fondi passivi offerti da Invesco PowerShares, BlackRock e State Street ci sorge spontanea la domanda ma il cervellone di BlackRoch ha un microchip SRI?

 

 

 

 

Greenpeace vs Intesa Sanpaolo

Mar 15, 2017   //   by wbottoni   //   Investimenti Socialmente Responsabili  //  Nessun commento
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Trump vuole l’oleodotto. Intesa Sanpaolo lo finanzia. E tu da che parte stai?

Incurante delle proteste provenienti da tutto il mondo, Donald Trump ha autorizzato la costruzione di un oleodotto di 1900 chilometri che trasporterà petrolio dal Dakota fino all’Illinois. Un progetto folle, che avrà un enorme impatto ambientale e distruggerà le terre degli indiani Sioux di Standing Rock. Banca Intesa Sanpaolo è tra i finanziatori! Unisciti a noi! Difendi la terra dei Sioux dal business senza scrupoli delle banche!

Tra i molti controversi provvedimenti per incentivare le fonti fossili presi di recente da Donald Trump, c’è anche il via libera definitivo alla costruzione della “Dakota pipeline”, l’oleodotto che attraversa un’area sacra per i nativi indiani Sioux .

Lungo 1900 chilometri, è progettato per portare petrolio dal Dakota fino all’Illinois. Il suo costo si aggira sui 4 miliardi di dollari, mentre la sua portata sarebbe di 450 mila barili al giorno.

L’impatto umano e ambientale di questo progetto è devastante, poiché mette a rischio le riserve idriche di una vasta zona del Nord degli Stati Uniti e attraversa, con gravi impatti, un’area sacra per i nativi indiani Sioux. I rischi sono alti: solo nel 2016 si sono registrati oltre 200 sversamenti dagli oleodotti nel territorio statunitense e il petrolio è una delle principali cause del cambiamento climatico.

I nativi americani stanno protestando da mesi per difendere le loro terre sacre, ricevendo solidarietà e sostegno da ogni parte del mondo. Ma la loro protesta è stata contrastata con metodi brutali!

La più grande Banca Italiana, Intesa Sanpaolo, fa parte del consorzio di finanziatori di questo controverso progetto. Abbiamo scritto una lettera ufficiale ad Intesa Sanpaolo per chiedere se ha intenzione di continuare a finanziare la distruzione delle terre dei Sioux e di mettere a rischio l’acqua potabile di tutta quella zona, oppure se deciderà di non impegnare i soldi dei propri clienti per un progetto tanto pericoloso e controverso.

Intesa Sanpaolo non ha ancora dato una risposta ufficiale, il tempo corre e il suo è un silenzio assordante! Unisciti a noi per chiedere a Intesa Sanpaolo di scegliere da che parte stare!

Scrivi a Intesa Sanpaolo e chiedi di non finanziare l’oleodotto Dakota Pipeline: la più grande banca italiana non può finanziare l’industria fossile americana!

La Finanza con le ali

Mar 13, 2017   //   by wbottoni   //   Cultura  //  Nessun commento
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Lui. Lui, il mercato è dovunque. È avido e insaziabile, non si accontenta mai.

Lui per crescere ha bisogno di noi, ma stranamente non ha bisogno di gente che sceglie. È Lui che sceglie per noi e determina la nostra vita con la sua quotidiana, invisibile presenza.

Ma se un giorno, di colpo, Lui sparisse? Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo perfetto così al di fuori di qualsiasi morale?

In fondo è Lui che ci procura benessere e ricchezza. Che condiziona la nostra vita. La vita di ogni paese.

Non c’è niente da fare. Oggi come oggi chi rifiuta la sua logica rischia di non mangiare; chi l’accetta con allegria subisce gravi danni alle sue facoltà mentali, cioè l’annientamento totale delle coscienze.

Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di schierarsi a favore o contro di Lui. Incredibile.

Ma forse se lo si sa, se ne si è consapevoli sì può praticare questa realtà senza pretendere di risolvere le cose con un sì o con un no.

Ecco la grande sfida: allenarsi a vivere senza certezze con la certezza che qualcosa possa nascere da questa nostra contraddizione.

Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, allora forse si ritorna a pensare e a sognare…

…perché l’individuo non muore, resiste fra tanto frastuono

 

e si muove nel dubbio

che in fondo è da sempre il destino dell’uomo.

E pian piano ritorni ad esser vivo

più presente più reattivo

la tua mente rivede affiorare in un mondo sommerso

un percorso diverso.

 

L’individuo non muore

cerca nuovi ideali

e riprova l’antica emozione di avere le ali

di avere le ali…

(Giorgio Gaber)

“La contraddizione si chiama Finanza Etica”