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Dove finiscono le nuvole

Dic 28, 2014   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  1 Commento
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Dove finiscono le nuvole 1
Grandi i lavori di cambiamento nel vagone lavoro, soprattutto spostamento di sedili e dei modi di salire a bordo. Si potrebbe discutere se tutto questo serve, e a chi. Ma non è necessario. Il treno non è agganciato ad alcuna locomotiva e dunque, per quanto si modifichino le sue parti interne, ciascun vagone rimarrà immobile.
NON UN POSTO di lavoro in più. Nel senso che tutto è stato pensato non per assumere ma per licenziare. Adesso si può essere licenziati in meno di quindici o più di quindici, in caso di insulto o percattivo umore del principale.Si può essere licenziati per ragioni logiche (crisi dell’impresa) o illogiche (perché all’impresa vadi cambiare, e vuole più friulani e meno piemontesi). Una trovata festosa è che si può essere licenziati in gruppo, una sorta di gita aziendale senza ritorno. L’altra è che l’autore stesso della riforma, il dottor-presidente delConsiglio-segretario del Pd MatteoRenzi, che sembra uscito, in questa nuova veste di patron assoluto,da un film di Fantozzi, proclama a tutti i licenziandi d’Italia che“è stata fatta una rivoluzione copernicana”. L’espressione si usa perdire che una certa realtà non sarà mai più la stessa. Quel che si vede qui èche il cambiamento non appare clamoroso, visto che si situa nel fiume, già da tempo esondato,dei licenziamenti che hanno portato l’Italia a sfiorare il 13 per cento di disoccupazione, visto che stabilisce nuove regole,molto più liberali,per licenziare in un Paese in cui, anche senza il Jobs Act, si è licenziato moltissimo. Anzi è successo di più, se si vuol parlare di “rivoluzio ne copernicana”: intere aziende sono andate all’estero portando via t tutto,compresi i proprietari,tranne il personale,temporaneamente tenuto in vita dalla cassa integrazione italiana. Infatti, nella loro sfortuna,gli ex lavoratori Fiat sono stati abbandonati dall’azienda in fuga mentre esisteva ancora un meccanismo di temporanea protezione per sopravvivere. Non dimentichiamo che “la rivoluzione copernicana”prevede assegni più bassi per chi verrà licenziato nelle piccole imprese, bonus più alti per l’imprenditoreche assume,anche selicenzia subitodopo, diritto dellavoratore a rientrare solo“in casodi discriminazione infondata”(“brutto negro”), o di accusa infondata (“ladro”), ma soloperché si violerebbe la Carta dei diritti dell’Uomo oltreché la Costituzione italiana. Ma sono le due Carte cheproteggono il lavoratore, non la “rivoluzione copernicana”. Ci si può anche cupamente divertire a scoprire in quanti altri fantasiosi modi nuovi la nuova legge toglie o diminuisce i dirittie le garanzie per chi lavora. Sarebbe un divertimento sterile. La vera triste conclusione è che il Jobs Act riguarda gli uffici del personale nelle imprese a cui vengono dati più strumenti per sfoltire il lavoro. Ma niente, niente,in questa legge, ha a che fare con la creazione di un solo posto di lavoro. Furio Colombo – Il Fatto Quotidiano 00193 Roma 31.12.2014

1 Comment

  • Intanto un partito ( di sinistra ??? ) ha reso più facile la discesa dal treno.

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