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Archive from giugno, 2013

A NOI LA PALLA !

Giu 21, 2013   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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“A metà del Cinquecento – al tramonto della periclitante (pericolante) Repubblica – il corteo che precede la sfida consisteva in una successione di baldanzose schiere giovanili, ciascuna delle quali portava vestiti intonati ai colori della propria Contrada e sfilava dietro la macchina zoomorfa che la contrassegnava. Il magico bestiario che si agitava nel Campo immetteva in quel luogo di rappresentanza un che di naturale e selvatico.” (Tratto da I SECOLI DEL MONTE di Luca Catoni).

Dunque, come da premessa la dimensione del gioco si rivela ancora una volta genoma paradigmatico per questa nostra gloriosa banca. Liturgie dello scontro, alleanze, inganni, sotterfugi, tagli, cessioni, esodi, societarizzazioni assumono oggi la sinistra luce di vere e proprie amputazioni.

Eppure dietro il sipario c’è sempre lui:  il GIOCO.

Giocare in borsa il destino di questa città l’errore più grande, affidarsi all’opera di apprendisti stregoni per vedere bruciare ogni giorno ignobilmente  i frutti  dell’oscuro lavoro di tanti nostri colleghi.

Sempre con il malefico gioco.

Swap o meglio scommesse sono divenute ben presto le lance di questa nuova giostra dove nello spazio di un mattino  si sono quasi dissolti quasi cinque secoli di prestigiosa storia.

Oggi senza che nessuno se ne sia accorto veramente  i nuovi cavalieri scalpitanti che ci circondano appartengono allo stesso medio evo prossimo venturo. Provengono dalle stesse terre sante chiamate Lehman Brothers, J P Morgan e  lambiscono persino le  coste del gaming nazionale.

Si perché dovete sapere che dentro le storiche industrie culturali  nazionali, oggi nell’era dell’INDIETRO TUTTA si preferisce il travestimento. Inaspettatamente si indossano gli sgargianti colori del player GAMING trasformando il “grattaevinci” nel principale driver esistenziale per larghi strati della nostra popolazione più sofferente.

Ma attenzione a criminalizzare il gioco sempre e comunque!

Tutti debbono sapere  ad esempio, che il posto di lavoro in questa azienda tanti di noi lo hanno vinto giocando in modo assolutamente trasparente dentro una pubblica competizione dove solo il merito aveva il potere di centrare il bersaglio: la freccia  della selezione viaggiava in mezzo a tanti giovani donne e uomini che avevano con sé come unica ambizione, quella di occupare un posto in questa azienda.

Ma non è finita qui, il GIOCO è continuato in mezzo a noi ancora negli anni e gli stessi giovani hanno continuato a sfidarsi con le armi della professionalità e della preparazione nei cosiddetti STAGES  per conquistare prestigio e soddisfazione personale.

Ecco perché crediamo che il sacrilegio vero e proprio a cui  stiamo assistendo con il “licenziamento” di centinaia e centinaia di dirigenti aziendali non è solo un offesa a loro ma un grave vulnus per tutti noi che abbiamo condiviso e accettato, in questi 40 anni regole comuni di meritocrazia, che hanno avuto la sola colpa di aver prodotto sostenibilità finanziaria e cultura industriale vera e propria.

Quando invece l’Azienda si è trovata ad accorciare il proprio cammino imboccando oscure scorciatoie reclutando improvvisati viandanti spesso il cammino si è fatto impervio e pericoloso rivelandosi poi inesorabilmente  disastroso.

Dal meraviglioso sito http://www.eticanews.it/2013/06/cartoline-di-csr-dal-futuro/ questo articolo, di cui consiglio la lettura, racconta la tesi di laurea di Guglielmo Miccolupi titolata “Commando Jugendstil – CSR Cartoline dal Futuro.

Il giovane autore ci suggerisce di applicare la capacità di un pensiero ludico-creativo alla realtà che ci circonda. Il cambiamento –ci dice – deve avvenire dal basso ed essere forza diffusa perchè solo così può contrastare le imposizioni ammuffite che piovono dall’alto.

Dobbiamo tutti riprenderci la voglia di giocare, a noi la palla:
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A nostri Presidente ed Amministratore Delegato (ma naturalmente anche a Vgni e Mussari) consigliamo la lettura del libro di Kaushik Basu “Oltre la mano inivisibile”. Economista Indiano, allievo di Amartya Sen  parte dal nucleo teorico dell’economia neoclassica, il dilemma del prigioniero e la teoria dei GIOCHI.
Tizio e Caio vengono arrestati dopo una rapina, se entrambi confessano stanno in prigione sette anni, se parla solo uno lui esce subito mentre il socio sconta sei anni, se regge l’omertà e tacciono entrambi si fanno un anno di carcere poi sono liberi.
In un gioco così l’egoismo tende a far  prevalere il comportamento non cooperativo, entrambi i prigionieri confessano sperando di uscire e così ottengono il risultato opposto.
Ma come sottolineato d Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano, Basu dimostra che questo assunto è fallace, che gli incentivi dei singoli spesso sono diversi da quelli egoistici ipotizzati dagli economisti.

L’uomo a una dimensione dei modelli teorici non esiste, abbiamo appartenenze multiple (famiglia, religione, etnia, nazione) che creano legami e solidarietà tali da modificare i nostri incentivi.

Senza mai uscire dal rigore formale del linguaggio economico scientifico, ricorda Feltri, Basu costruisce una teoria centrata sui gruppi invece che sugli individui.

Caro Presidente ridimensionare il movente meramente egoistico rende l’economia più complessa.

Ma anche più utile.

ALMOST MARRIED

Giu 12, 2013   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Almost married è un film che racconta l’amore italiano di Fatma, una giovane turca di 25 anni che lontano dalle costrizioni del suo popolo scopre una nuova dimensione del vivere. Europea di testa, di mani, di braccia e di speranza anch’essa popola idealmente il Gezi  Park di piazza Taksim  immerso dentro uno stato islamico non ancora accettato dall’occidente.

Ora che il primo ministro turco Recep tayyip Erdogan ha fatto sgombrare con il pugno di ferro la piazza dove  600 alberi debbono “finalmente” far posto alle nuove chiese del capitalismo, ovvero i “centri commerciali” la Turchia alla supersonica velocità dell’8% potrà riprendere la sua trionfale marcia di avvicinamento verso l’occidente.
“La piazza della Divisione” è la traduzione letterale di piazza Taksim trae la su origine, appunto dalla distribuzione al popolo dell’acqua in città, la stessa acqua che oggi usata dagli idranti della polizia di Erdogan  per dividere il popolo del Gezi Park.
Nonostante tutto, sono sicuro che la scintilla accesa da quei giovanni non si è spenta e non si spegnerà facilmente; come quella accesa da Mohamed Bouazizi, il venditore di frutta tunisino che ha acceso la prima-vera Araba.
Anche la nostra storia contiene delle scintille:  relegata nel dimenticatoio la prima-vera rivolta contro il fascismo in Italia. Spesso neppure viene ricordata. Ma fu a proprio a Monteleone di Puglia, in provincia di Foggia che il 23 agosto 1942  avvenne la prima rivolta popolare contro il regime fascista. La ribellione delle donne di Monteleone fu la prima-vera scintilla da cui ebbe inizio la Resistenza.

Dopo 70 anni oggi in Italia al posto degli alberi hanno tagliato sinora 1,7 milioni di posti di lavoro come denuncia l’Ilo, l’organizzazione Onu del lavoro, eppure la protesta spesso ha preso la via disperata dei tetti e delle gru, infilandosi persino nei buchi neri del suicidio della speranza.
Ogni albero è un posto di lavoro, ogni lavoro nasce per produrre frutti sociali, ma gli alberi hanno  bisogno della cura del popolo e debbono essi stessi riflettere la bellezza del creato.
Distruggere un albero significa far morire il lavoro.
Oggi il nostro Paese vede uno degli aumenti più brutali dell’Unione Europea della disoccupazione giovanile che nel primo trimestre 2013 è arrivata a lambire il 42%.
Il rapporto Ilo sottolinea anche il diffondersi dell’occupazione precaria (contratti involontari a tempo determinato o part-time): a partire dal 2007 il numero dei lavoratori precari è aumentato di 5,7 punti percentuali ed ha raggiunto il 32% degli occupati nel corso del 2012.
A livello mondiale la disoccupazione ha ormai raggiunto il 6% nel 2012 con poco meno di 200 milioni di senza lavoro cresciuti dell’0,5% dal 2007.
Naturalmente le prospettive ci parlano di 214 milioni di persone che cercheranno senza trovarlo, lavoro entro il 2018.

Abbiamo dedicato la copertina alla rivolta delle tabacchine di Tiggiano per simboleggiare lo spirito  di un popolo di fronte alla distruzione del lavoro. Se ci è consentita una riflessione sulle recenti elezioni comunali di Siena è per sottolineare la distanza appunto di un popolo dalla dimensione del lavoro che fugge e si trasforma.

La precarizzazione di migliaia di lavoratori della banca MPS doveva essere il cuore pulsante di questo confronto, il taglio di questi rami doveva accendere il dibattito e la prospettiva di una comunità.

Ma questo semplicemente non è stato nonostante la scintilla accesa dal sindacato.

Si è svolta il 30 maggio 2013 a Siena la Tavola Rotonda  “Lavoro, Diritti, Democrazia” con la partecipazione del Prof. Piergiovanni Alleva dell’Università di Ancona, del Prof. Stefano Bartolini dell’Università di Siena e di Andrea Montagni della FILCAMS/CGIL Nazionale.
L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione di Lavoratori e di compagni provenienti da altre città ed altre regioni. Il dibattito ha fornito utili elementi di approfondimento rispetto alle questioni che riguardano la nostra vertenza.