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Archive from dicembre, 2012

Buon compleanno Previtenda

Dic 20, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Parlarvi attraverso un blog è un po’ come affacciarsi ad una finestra  aperta sul tetto, proprio lì dove perfino il cielo ti interroga in ogni istante, ti trafigge di raggi e di dubbi e infine ti trasporta dentro il vento impetuoso che sta scavando ogni giorno senza tregua gallerie profonde dentro le nuvole della storia.
 
Neppure gli arcobaleni sanno più dove andare.
 
Abbiamo imparato qui da noi che la tenda ci avvolge ma al tempo stesso ci rende liberi; per questo vi dico non smarrite  la vostra  energia anzi moltiplicatela con la forza della solidarietà e  dell’empatia.
Il futuro è condivisione.
 
Ogni nodo della RETE è la vena che trasmette il sentimento e la rabbia che ci muove e ci fa aprire gli occhi.
Da oggi la parola “accordo” ha acquisito un suono stonato, forse mancano delle note o forse è semplicemente mancato il coraggio di osare il futuro.
 
 
 

LA CGIL SI SBILANCIA

Dic 12, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Il 2012 se non perverranno smentite, rischia di divenire l’anno in cui  Banca Monte dei Paschi potrebbe uscire definitivamente dalla rendicontazione della responsabilità sociale d’impresa di cui era stata fino ad ora, grazie all’unicità della sua storia, l’esempio catalizzante per l’intero settore industriale di riferimento.
Secondo la CGIL, la chiusura della rendicontazione socio-ambientale costituirebbe quantomeno un notevole gap comunicazionale, frutto evidentemente della cosiddetta discontinuità che sia gli azionisti che  il management hanno voluto imprimere all’azienda che fino ad ora aveva mantenuto stabilmente una posizione di assoluta  leadership nell’ambito della sostenibilità ambientale e sociale.
Il Monte dei Paschi come è noto, rende conto della sua politica sociale ed ambientale attraverso due distinti documenti – il Bilancio Sociale e il Rapporto Ambientale, che hanno  l’obiettivo di comunicare i valori etici, sociali e ambientali, quali la centralità della persona.
L’assoluta correttezza nei rapporti sia interni che esterni conquistata negli anni ha contribuito ad arricchire l’autentico patrimonio sociale  dentro un percorso originale e trasparente.
Ora purtroppo, l’avvento di una nuova politica industriale tradotta con il termine DISCONTINUITA’ e declinata con rigore quasi militare dal rinnovato management ne  ha ben presto dissolto i tratti caratteristici frutto di un patrimonio di relazioni industriali con gli organismi rappresentativi dei lavoratori improntati a principi di correttezza ed amalgamato da un comune senso di responsabilità sociale.
Solo nell’anno 2011 attraverso ben 40 incontri con le organizzazioni sindacali aziendali sono state attivate, tra le altre, specifiche procedure conclusesi con la sottoscrizione UNITARIA di accordi che hanno riguardato materie essenziali e strategiche quali: il riassetto organizzativo delle strutture centrali  (28 febbraio 2011) e l’esodo obbligatorio per le risorse in esubero delle strutture centrali (29 marzo 2011).
In più il Bilancio Sociale 2011 di Banca Monte dei Paschi poteva comunicare, senza alcuna incertezza,ai propri stakeholders nonché all’intera platea finanziaria che il 100% dei dipendenti in Italia era coperto dal Contratto Nazionale del Credito.
In alternativa oggi, le nuove linee del piano Industriale materializzatesi nell’accordo quadro  proposto dalla Banca “mira attraverso la pregiudiziale delle esternalizzazioni a perseguire uno scardinamento delle garanzie contrattuali nazionali, come testimoniato anche dalla disdetta integrale del Contratto Integrativo Aziendale fino a porre le basi per la cessione di altri rami d’azienda nelle strutture centrali e nella rete”.
Preservare una coerenza sociale tra tutte le parti in gioco per ricercare una rinnovata via d’uscita a quella che appare sempre più una crisi di sistema, di paradigma di sviluppo sostenibile è la proposta che la CGIL offre a tutti,consapevole della unicità della storia della responsabilità sociale del Monte che partendo dall’atto fondativo dello Stato Senese nel 1472 per occuparsi dei poveri della Città dall’usura, passando nel 1624 a sperimentare una illuminante convergenza tra il reddito generato dall’ambiente e capitalizzazione finanziaria  per giungere alla prima rendicontazione socio ambientale del 1998.
L’Italia di oggi ha bisogno più di eri di imprese sociali che riannodino le fila di un PROGRESSO SOSTENIBILE che cancelli questo sviluppo avvelenato di cui sembra vittima un grande bacino culturale ed economico del nostro Paese chiamato MONTE DEI PASCHI.

Il Nobel della Pace l’Europa dovrebbe donarlo a Natale alla memoria di quei bambini siriani

Dic 4, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Sono passati solo pochi giorni, quanti bastano, per cancellare apparentemente dalla memoria una ad una le molteplici nefandezze che accadono sotto i cieli di questa nostra umanità smarrita e sgomenta.

Ma ce n’è una che proprio non riesco a “cestinare”: BOMBE A GRAPPOLO SUL CAMPO DA GIOCO DEI BAMBINI SIRIANI. 
Mentre ora Assad  valuta l’opzione delle armi chimiche non ha esitato alcuni giorni fa ad ordinare ai suoi caccia   di sganciare “bombe a grappolo” sui cieli di Damasco uccidendo così 10 bambini colpevoli di giocare in un campo di calcio presso un sobborgo di questa martoriata città.
Bombe a grappolo avete capito bene. Non è una qualità di frutta esotica che cresce in quei luoghi ma bensì il risultato osceno della nostra industria occidentale che è tuttora in affari con la morte.
Cerchiamo di scoprire ora questo tipologia di armamento: dunque le munizioni a grappolo, o bombe a grappolo, sono bombe, in genere sganciate da velivoli o elicotteri e talvolta con artiglierie, razzi e missili guidati, contenenti un certo numero di submunizioni: le bomblets. che, al funzionamento dell’ordigno principale (cluster), vengono disperse,secondo diversi sistemi, a distanza.
Ma come funzionano veramente? Quando il cluster viene sganciato o portato sull’obiettivo, ad una altezza voluta secondo il sistema scelto, si apre automaticamente per rilasciare le sub-munizioni su un’area di estensione variabile a secondo della quota e della velocità o dell’effetto delle munizioni. La quasi totalità di queste munizioni è progettata per esplodere all’impatto (col suolo, contro il bersaglio o come le BLU 114
che disperdono filamenti carboniosi durante la caduta). Questi ordigni spesso sono provvisti di piccoli paracadute o di altri sistemi di attrito con l’aria, necessari per rallentare la caduta, permettendo alla munizione di armarsi e all’aereo che potrebbe averle disperse di allontanarsi in sicurezza. Alcuni modelli di sub munizioni sono state progettate, in passato anche come mine terrestri (come la PFM1 e la Dragoontooth americana) ma la quasi totalità è progettata per funzionare all’impatto. La Convenzione di Ottawa vieta l’impiego, l’uso, la progettazione, il commercio e lo sviluppo degli ordigni anti-persona (mine terrestri o trappole) ma diversi paesi come USA, Cina, Russia e altri, non hanno sottoscritto tali accordi e continuano ad impiegare e
produrre tali ordigni in tutte le loro forme.
Alliant Techsystems  è una delle società produttrici di questi sofisticati strumenti di morte che fino a qualche mese fa era presente tra i titoli rivenienti dei portafogli previdenziali incorporati a seguito del processo di armonizzazione dei dipendenti del Gruppo MPS.
Senonché a partire dal 2012 il Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione Complementare per i dipendenti della Banca Monte dei Paschi di Siena Spa divenuti tali da 1.1.1991 in stretto raccordo con la società  “Vigeo Italia” incaricata di gestire tutte le attività di rating etico per il Fondo  ha varato una BLACK  LIST costituita da società coinvolte nella produzione di armi controverse – in particolare mine antiuomo messe al bando dalla Convenzione di Ottawa  del 1997 e/o cluster munitions il cui uso è proibito dalla Convenzione Onu 2010 relativa alle bombe a grappolo.
Pertanto le azioni della società Alliant Techsystems sono state immediatamente vendute.
Inoltre è stata definita una procedura volta all’individuazione delle società che risultano coinvolte in controversie gravi.
Dopo l’individuazione segue un monitoraggio di 6 – 12 mesi volto a verificare l’evoluzione delle controversie e l’adozione di misure correttive da parte della società.
Al termine del periodo di monitoraggio, qualora la società non abbia adottato le necessarie misure e le relazioni con gli stakeholders risultino ancora deteriorate, il Fondo post può procedere a ridurre la posizione nel titolo, sottopesandola rispetto al benchmark di riferimento.
Sono sicuro che molti di voi hanno osservato la bontà dei rendimenti finanziari fin qui ottenuti dai Fondi Pensione dei dipendenti di Banca MPS ma non so quanti poi siano stati in grado i metterli in relazione con le buone pratiche che tutti insieme siamo stati capaci di portare avanti in un’azienda che sembra avere smarrito la sua vocazione alla sostenibilità.
Ci giunge voce che per il 2012 la Banca non redigerà il consueto BILANCIO SOCIALE.