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Archive from giugno, 2012

Leopardi batte Tremonti 3,2 a 0

Giu 26, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Mentre scrivo questo post è in pieno svolgimento il cda più drammatico della storia recente della banca MPS. Radio/24 continua a trasmettere notizie di borsa assolutamente negative sul titolo Paschi ed anzi per bocca di uno dei suoi giornalisti di punta vengono  espressi pareri cinici in merito al “baratro fallimentare” in cui sembrano trovarsi, a parere dei commentatori, i 31.000 dipendenti della banca.

Dunque ricapitoliamo il Dio Mercato uno e trino attraverso il suo verbo riportato nelle sacre scritture da bloomberg dice hold al 56%, sell al 32% e buy ad un misero 8%.
Qualche giorno dopo il Solstizio d’Estate, ovvero il 24 giugno la notte di san Giovanni, le nuove streghe del finanzapitalismo nostrano si aggirano nell’oscurità per nascondere al popolo attonito il sentiero della salvezza.
Mentre il Sole sembra fermarsi i due tramano nel buio delle tenebre  rovesciando come possono le salvifiche bacinelle colme d’acqua di San Gioavnni fatta di  foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino. Nessuno che abbia avuto  il coraggio di accendere i falò propiziatori e purificatori gettando come insegna la saggezza contadina  le cose vecchie, marce ed oramai inservibili del nostro lavoro passato.
Eppure questa sarebbe stata una ricerca esaltante: prodotti strutturati, box parlanti, stock  opition rancide, aggrovigliati organigrammi funzionali, piani di incentivazione cabalistici, benefits ad otto cilindri – quanto fumo salvifico sarebbe uscito da quelle strane fascine.
Una ricerca che solo i più giovani del nostro villaggio aziendale avrebbero potuto condurre forse gli unici che camminando su quel fuoco e sulla cenere ardente avrebbero creato nuove fraternità, inesplorate frontiere del sapere e del lavoro dell’alba prossima ventura.
D’altronde la sostenibilità dei pascoli e dei raccolti fanno parte del genoma di questa Azienda così particolare  che sembra bruciare in pochi mesi secoli di dialogo, di profonda cultura interna immersa  in una lucida prospettiva di storia economica.
Quando la produzione fa a meno del confronto dialettico e si svolge dentro le gabbie asfittiche di un mercato autoreferenziale la prospettiva si annebbia e sprofonda dentro un processo di regressione antropologica violenta  e sterile. L’Europa non è la Cina, l’Italia non è la Fiat: solo l’intelligenza ed una visione solidale possono salvarci ed indicare a tutti che un’altra finanza è possibile.
“Grandissima, e forse la maggior prova e segno del progresso che ha fatto negli ultimi tempi lo spirito ed il sapere umano in generale e scienze fisiche in particolare, è che per ispazio di quasi un secolo e mezzo, quanto alla pubblicazione de’ Principii matematici di filosofia naturale à dì nostri (1687), non è sorto sistema alcuno di fisica che sia prevaluto a quello di Newton, o quasi niun altro sistema di fisica assolutamente, almeno che abbia pur bilanciato nella opinione per un momento quello di Newton, benché questo sia tutt’altro  che certo e perfetto, anzi riconosciuto ben difettoso in molte parti, oltre alla insufficienza generale de’ suoi principi per ispiegare veramente afondo i fenomeni naturali.Nondimeno i fisici e filosofi moderni, anche spento il primo calor della fama e della scuola e partito di Newton, si sono contentati e contentansi di questo sistema ma, servendosene in quanto ipotesi opportuna e comoda   nelle parti e occasioni de’ loro studi che hanno bisogno, o alle quali è utile una ipotesi. Ciò nasce e dimostra che gli spiriti e nella fisica e nell’altre scienze e in ogni ricerca del vero e in ogni andamento dell’intelletto si sono volti all’esame fondato dei particolari (senza cui è impossibile generalizzare con verità e profitto) alla pratica ed esperienza e alle cose certe, rinunziando all’immaginazione, all’incerto, allo splendido, ai generali arbitrarii, tanto del gusto de’ secoli antecedenti e padri di tanti sistemi a quei tempi, che rapidamente brillavano e si spegnevano e succedevansi e distruggeansi l’un l’altro”   (Giacomo Leopardi 1824).


Oggi nessuno osa mettere in discussione il Mercato e le sue regole anche a costo di distruggere l’uomo con i suoi sogni e  la sua capacità di creare con l’immaginazione la scienza nuova capace di salvare l’umanità.

La lettera dell’amministratore delegato Viola ci sorprende ma non ci umilia nè per il metodo nè per il contenuto, è un’opinione e la rispettiamo, ci piacerebbe soltanto  che potesse essere consentito a tutti i dipendenti nessuno escluso di rispondergli con eguale chiarezza e visibilità.

Tutti i lavoratori sono uguali dinanzi alla LEGGE del profitto fino a prova contraria.

Il papiro dello sciopero.

Giu 20, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Nella recente visita ad Assisi del Ministro Passera abbiamo tutti ascoltato parole “di una discontinuità forte” .

Noi al Monte purtroppo una discontinuità tellurica la stiamo già vivendo da mesi..In quella che anticamente era un Monte di Pietà (guarda caso rispuntano i francescani) continuiamo ad osservare l’arrivo in vetta  di nuovi esploratori, il cui tratto comune pare essere quello di vivere nell’ombra, al riparo del giudizio e dello sguardo discreto degli stessi lavoratori.Per noi di Previtenda la sostenibilità si coniuga con la trasparenza, con il dialogo, con il rispetto reciproco dei ruoli. Noi lavoratori – “stakeholder di un Dio minore”, possediamo un grande passato che non dobbiamo mai perdere e che anzi può essere la nostra arma vincente per uscire da questa orribile crisi.
L’involuzione economica progressiva dell’Azienda si è palesata subito dopo la famosa puntata di “Report” che  di fatto ha aggiunto una componente reputazionale ai vasti problemi della banca. Niente da quel momento è stato uguale, senza che  mai il management producesse una sola controffensiva valida. Ad esempio non c’è stato nessuno che informasse il mercato che nella nostra Banca la meritocrazia è un preciso sistema di regole e di prassi consolidate che vigilano il nostro “mercato del lavoro” interno. La sostenibilità nella gestione delle risorse umane è praticata da più di 35 anni con selezioni pubbliche e processi internit rigorosi e trasparenti.
Eppure a nessuno è venuto in mente di alzare questa bandiera, anzi piuttosto la recente sortita dell’amministratore delegato Fabrizio Viola sulla mancato riconoscimento economico (VAP), offende non solo la nostra memoria professionale ma produce un senso di ribellione un pò ovunque.
La meritocrazia di Viola e Profumo si chiama Egon Zenhder a cui è sttata affidata la selezione del nuovo management aziendale. Vediamo insieme qualche nome selezionato

  • Ilaria Dalla Riva – nuovo responsabile delle Risorse Umane della Banca MPS. Di seguito riportiamo i suoi precedenti lavorativi.

VP HR and Facility Management Director at Sky Italia
Esperienza
VP HR and Facility Management Director at Sky Italia
May 2008 – Present (4 years 1 month)
BU HR Director at CEVA Logistics
2005 – 2008 (3 years)
HR Director & Organization at TNT Logistics
1997 – 2005 (8 years)
Consultant at Faber Service Management Consulting
1995 – 1997 (2 years)
Facciamo soltanto notare che secondo l’agenzia di rating Etico che collabora con il fondo Pensione dei dipendenti della banca News Corp ovvero Sky ha uno score di 26/100 a seguito dei noti scandali inglesi.

  • Bernardo Mingrone: nuovo direttore finanziario (CFO).

Esperienza
Global Chief Financial Officer & Head of Strategy at Pioneer Global Asset Management
May 2010 – Present (2 years 1 month)
X at Unicredit
November 2008 – Present (3 years 7 months)
executive director at JP Morgan
March 2008 – November 2008 (9 months)
managing director at Bear Stearns
September 2007 – March 2008 (7 months)
executive director at Lehman Brothers
1998 – 2007 (9 years)
assistant manager at Price Waterhouse
1995 – 1998 (3 years)
Formazione
London School of Economics and Political Science
1992 – 1995
Spicca non senza suscitare qualche palpito la pluriennale esperienza in Lehman Brother precedente alla sua estinzione.

  • Sergio Vicinanza: – Capo dell’Area Finanza e Tesoreria

CEO at Soprarno SGR (Gruppo de Agostini)
Esperienza
CEO at Soprarno SGR
September 2009 – Present (2 years 9 months)
CEO at Epsilon SGR
January 1997 – August 2009 (12 years 8 months)
head of trading & sales at Akros Sim
1989 – 1994 (5 years)
Formazione
Università Commerciale ‘Luigi Bocconi’
1976 – 1980
cesare beccaria milano
1974 – 1976

  Il Gruppo de Agostini è attualmente il leader italiano della  fiorente industria nazionale del gaming.

 Noi di Previtenda visto che nessuno ve li aveva presentati prima abbiamo provveduto a colmare questa piccola lacuna.


La foto è tratta dal profilo Facebook di Ilaria Dalla Riva

Lettere dal fronte…..etico.

Giu 8, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Come vi avevo promesso il mio precedente post “ora siamo arrivati a Fondo” ha avuto un accesso assolutamente frogoroso nel blog: pensate quasi 1.200 contatti in due giorni! Questa che pubblico di seguito è una della mail che ho ricevuto che mi pare abbia centrato l’obiettivo che mi prefissavo.
Dunque la parola ad Antonio.

Care Colleghe, Cari Colleghi,
 
in questo Monte dei Paschi che stentiamo ogni giorno a riconoscere come “la nostra Banca” occorre fare scelte decise.
 
Riteniamo che il “voto dato con il portafoglio” sia importante altrettanto, se non di più, di quello dato nella cabina elettorale. Ogni giorno “votiamo” con i nostri soldi e la spinta del sistema economico-finanziario dominante è quella di sottrarci la consapevolezza del potere che abbiamo nel momento in cui spendiamo e investiamo i nostri soldi.
 
 
Nella cortina di inconsapevolezza e di dissolvenza dei diritti rischia di inserirsi la gestione di quella parte del nostro salario destinata ai Fondi Pensione.
 
I Fondi Pensione, come tutti i capitali, hanno un’anima e contribuiscono a fare del mondo quello che è e che può diventare. Non è un caso che il Fondo Pensione pubblico norvegese, pur comportandosi come un Fondo sovrano ha una propria LISTA NERA di titoli e società tassativamente esclusa dagli investimenti. Dopo tutto quello che è successo in questi anni, è obbligatorio farsi qualche domanda:
          è etico investire nell’Enel, società ancora a capitale in buona parte pubblico, quando questa decide di partecipare alla costruzione di centrali nucleari a ridosso dei nostri confini, visto che circa un anno fa gli italiani hanno ribadito la loro contrarietà all’utilizzo dell’energia nucleare?
          è etico investire nella Fiat che addebita agli operai le spese legali sostenute nel contenzioso con la Fiom?
 
Ora più che mai non possiamo permetterci una gestione inconsapevole di quel patrimonio. Per questo chiediamo una profonda revisione di tutto il portafoglio in cui sono state investite le somme destinate ai Fondi pre e post ’91, perché la crescita del valore dei nostri risparmi non sia solo in termini monetari ma anche sociali e in armonia con il dettato degli  artt. 41 e 47 della Costituzione Italiana.
 
A quanto ci risulta, i criteri etici e prudenziali adottati in passato hanno subito pesanti compromissioni derivanti dall’incorporazione dei fondi ex BAV e dalla partecipazione a operazioni come “CasaForte”. A questo si aggiunga il pericolo insito nell’utilizzo degli accantonamenti per sottoscrivere “Fondi” e “Fondi di fondi”: soprattutto con questi ultimi diventa quasi impossibile verificare la destinazione finale dei nostri risparmi previdenziali. La scelta di uscire definitivamente, grazie alla vigilanza esercitata nel CdA e nel Collegio sindacale del Fondo post ’91, dalle società produttrici di armi e mine-antiuomo deve essere solo l’inizio di un riesame non più dilazionabile.
 
I criteri di classificazione etica di  Vigeo e di Eurosif, attualmente adottati, sono a nostro avviso insufficienti e per questo chiediamo che vengano integrati e considerati solo come minimo riferimento. Quei criteri possono e debbono essere integrati con le scelte e con le proposte dei lavoratori. È necessario aprire una nuova fase nella gestione del risparmio previdenziale del personale MPS: una fase di assoluta trasparenza e di decisioni partecipate.
 
Chiediamo a tutti i colleghi che condividono la nostra esigenza di diffondere questa mail e di scrivere a  Walter Bottoni, vicepresidente e consigliere dei CdA della Cassa e del Fondo di previdenza, indicando l’adesione a questo appello con la loro firma.

Che dire di più se non regalarvi un sito ad alta tensione ….etica.