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Archive from gennaio, 2012

Febbre da TFR

Gen 24, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Nella nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace titolata: “Per una riforma del sistema finanziario internazionale il Card. Peter Kodwo AppiahTurkson ha rammentato l’auspicio del Pontefice a far tornare le forze, in particolare quelle finanziarie, dopo il cattivo impiego, ad essere strumenti fondamentali al servizio del progresso e del generale sviluppo dell’economia reale  uno sviluppo che lenisca la grave nuova questione sociale che sta così duramente colpendo il nostro tempo.
Sono queste parole non molto dissimili ha quelle che circolano oggi a Zuccotti Park oppure tra i ragazzi di Puerta del Sol e per guardare vicino a noi, alla parte più autentica del cosiddetto movimento dei forconi.
Lo stesso pronunciamento  del Presidente del Consiglio  Monti, a favore dell’introduzione della Tobin Tax , palesa se non altro, un severo monito nonchè giudizio sull’intera industria finanziaria globale.
Per tutte queste sintetiche considerazioni,  considero sbagliato la riconferma dell’intero impianto del salario incentivante quale driver di sviluppo delle produzione finanziaria più sofisticata.
Ciò rende più stridente il gap tra retribuzione sostenibile e meccanismi opachi e potenzialmente  ancor più ricattatori nei confronti dei lavoratori: basta leggere questa interessante intervista
Se a queste considerazioni si aggiunge l’incredibile sterilizzazione dei meccanismi di valorizzazione previdenziale degli aumenti ottenuti la misura è colma.
Come quell’imprenditore padovano di cui danno notizia le agenzie giornalistiche vedi qui anche l’Abi ha sacrificato i contributi previdenziali dei lavoratori (vedi l’art.14 del testo dell’accordo sindacale)non alle corse dei cavali ma sull’altare dei premi incentivanti legati alle più forsennate spinte commerciali.
Per questo siamo contrari  sia alla conservazione del salario variabile legato alla produzione commerciale che alla “discontinuità”  nefasta della mancata valorizzazione previdenziale; salvo poi, naturalmente chiedere alla categoria  di vendere prodotti legatati alla previdenza integrativa in cambio di adeguato compenso incentivante. Ricordo che la percentuale media di retribuzione variabile (sistema incentivante e premio aziendale), rappresenta il 10,5% della retribuzione tabellare.
In relazione ai livelli di finanziamento per i cosiddetti nuovi iscritti (post ’93) la contribuzione media totale è dell’11,8%. La quota a carico delle banche è del 3,4% mentre quella a carico del lavoratore è del 2,1% della retribuzione imponibile a cui va aggiunta una percentuale media del 6,3% derivante dalla contribuzione del TFR.
Propongo pertanto, che l’intero monte salario dedicato al capitolo incentivante sia completamente destinato a previdenza complementare con meccanismi più favorevoli per le nuove generazioni.
FATEVI SENTIRE!

switch da paura

Gen 10, 2012   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  2 Commenti
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Nell’anno della più grave crisi finanziaria degli ultimi 50 anni vi do conto dei risultati conclusivi dello switch di fine anno all’interno del multicomparto dei 2 fondi pensione interni della Banca MPS. I dati ci dicono che nel fondo Post ’91 la linea Prudente ha avuto uno sbilancio di 119 posizioni, la linea attiva ha 280 posizioni in meno, nella linea bilanciata il decremento delle posizioni sono 50, nella linea dinamica sono 150 le teste in uscita il tutto a vantaggio verso la linea a capitale e rendimento garantito che ha incrementato di ben 299 posizioni.

In Cassa di Previdenza Aziendale le posizioni della linea prudente si sono incrementate di 77 unità quelle della linea attiva di 37 unità stessa sorte per la bilanciata e dinamica con un risultato di -26 e -14.
Alcune considerazioni – gli switch nel fondo sono stati complessivamente 913 mentre nel fondo ante ’91 sono stati soltanto 176 segno che gli “anziani” hanno mostrato più prudenza in questa delicata operazione di manutenzione del proprio risparmio previdenziale. 
Mi piacerebbe conoscere l’opinione su alcuni aspetti di tale attività:

  • Siete favorevoli a lasciare ad ognuno la libertà di switchare in determinati periodi dell’anno individundo 3 o 4 finestre bisettimanali spalmate dentro tutto l’arco temporale annuale?
  • Siete favorevoli a dividere in due il vostro “zainetto” ognuno dei quali in una diversa linea d’investimento?
  • Cosa sapete del termine “life cycle” come modello di funzionamento di un fondo?