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Archive from dicembre, 2011

Il battito d’ali di una farfalla

Dic 25, 2011   //   by wbottoni   //   Finanza  //  1 Commento
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Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo. A conti fatti perciò una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro: nella “metafora farfalla” si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali dell’insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano”.

Giovedì 3 novembre 2001 presso la sede di Roma dell’Abi si è tenuto un incontro dal titolo “I fondi pensione aziendali e gli investimenti sostenibili e responsabili in Europa – Conferenza di presentazione dello studio Eurosif 2011”.
L’indagine svolta si è rivelata senza alcun dubbio la più vasta ed articolata sul tema dei fondi pensione aziendali in Europa  e sulle loro politiche di investimento Sri.
E’ risultato che almeno il 56% degli strumenti previdenziali aziendali europei è in qualche modo orientato verso un approccio socialmente sostenibile e più precisamente è stata assegnato ai fondi pensione interni del Personale della Banca MPS il riconoscimento di best practice per l’Italia con le seguente motivazione: “MPS e’ una primaria banca all’interno del settore bancario italiano che  e’ fortemente impegnata sul fronte della sostenibilità’ aziendale. I dipendenti della banca aderiscono ad 1 o 2 fondi pensione a seconda della data di assunzione. Entrambe i fondi pensione seguono un approccio similare ai criteri SRI. Adottando una strategia SRI sperimentale, hanno deciso di introdurre gradualmente delle analisi extra-finanziarie nella gestione del patrimonio, con una speciale attenzione alle azioni. Questa analisi sui portafogli dei fondi pensione e’ stata condotta da un’agenzia  esterna che assegna un rating di sostenibilità sia a livello di portafoglio che di singolo titolo. Le informazioni quantitative e qualitative e gli impatti sulla composizione del portafoglio sono valutate dal C.d.A. per poi essere integrate nel processo di selezione azionario. L’attenzione dei dipendenti alle emissioni sostenibili e una solida performance finanziaria ha funzionato come stimolo all’implementazione della strategia SRI.”
Tale  riconoscimento costituisce senz’alcun dubbio un importante attestato nei riguardi di un  probabilmente temerario ma sicuramente attento e rigoroso lavoro teso a coniugare la difesa del risparmio previdenziale dei lavoratori con  una produzione finanziaria sostenibile sul versante sociale, ambientale e delle regole di governo aziendali.
Non possiamo qui nascondere che i primi passi di questa esaltante avventura hanno coinvolto nel 2002 poco più di un centinaio di lavoratori perlopiù della CGIL che hanno saputo indicare con impegno e passione un’altra via per le loro risorse previdenziali.
L’idea, in fondo era semplice: affermare che selezionare azioni di società rispettando i principi SRI non solo non era svantaggioso ma anzi costituiva un argine verso una finanza destinata ad un’inesorabile processo autodistruttivo.
I primi segnali ci indicavano chiaramente che questo giardino per dirla con Paolo Coelho in “Brida” non cessava più di cresce ma anzi in una vastissima indagine conoscitiva svoltasi in azienda nel 2007 con la collaborazione dei ricercatori della Facoltà di Economia R: Goodwin di Siena abbiamo potuto constatare che il fenomeno della finanza etica era ben saldo ed in progressiva ascesa.
Ad onor del vero per spiegare criticamente la forza di tale fenomeno occorre tenere presente il tessuto connettivo di riferimento, ovvero il genoma previdenziale che questa banca particolare possiede nelle proprie radici storiche.
A tal riguardo, basti pensare che già nel lontano 1796 venivano erogate pensioni di vecchiaia ai dipendenti del Monte dei Paschi di Siena e che, per quanto riguarda la comunità toscana, sia il commissario del Governo francese, nel 1798, che il Granduca Leopoldo, negli anni successivi, emanano decreti e regolamenti di pagamento delle pensioni delle tre divisioni interne (Monte dei Paschi, Monte Pio e la Cassa di Risparmio) in cui si articolava  la banca.
Per quanto strano possa sembrare, medesimo processo di armonizzazione è avvenuto qualche secolo più in là, allorché nel corso del 2010 a seguito dei processi di fusione per incorporazione delle aziende del Gruppo è stato realizzato il più vasto programma di razionalizzazione previdenziale  mai compiuto, fino a quel momento, in Italia.
Infatti, ben 15 tra fondi negoziali ed aperti hanno partecipato a questa evoluzione che ha consentito di promuovere omogenei contenitori previdenziali di riferimento incrementando sia  l’impatto finanziario di riferimento oltre che a salvaguardanre le potenzialità negoziali interne.
Oggi come allora i valori della responsabilità sociale sono da sempre espressione della cultura della Banca e naturalmente dell’insieme delle persone che la compongono.
Aver consentito pertanto che dal 2010 la scomparsa della “Linea Etica” a vantaggio  di un impronta sostenibile dei Fondi Pensione Aziendali è stata pertanto una scommessa vincente; memori forse di quel bellissimo convegno di Firenze del maggio  2007 dal titolo evocativo “Il Valore dell’Etica: oltre il recinto della testimonianza”.
Sono stati così varati un set di principi generali che stabiliscono: – una preferenza  a parità di altre condizioni finanziarie di titoli e società con una performance ESC (Etica, Sociale e di Governance) relativamente migliore rispetto ai titoli concorrenti.
Il gestore ha pertanto a disposizione un complesso di informazioni  (il data base di Vigeo copre circa 1400 emittenti quotati su scala internazionale) che gli consente di valutare gli emittenti sulla base delle seguenti tematiche:
·        Corporate Governance
·        Risorse Umane
·        Business comportamento
·         Rapporto con le Comunità locali
·        Rispetto dei diritti umani
·        Politiche ambientali.
Accanto a ciò è stato introdotto lo strumento dell’analisi di responsabilità sociale dei
portafogli dei due fondi da effettuarsi due volte l’anno.
Inoltre, il team di gestione ha avuto a disposizione un nucleo di professionisti per l’approfondimento di tematiche legate  alla responsabilità sociale ed agli investimenti socialmente responsabili.
Infine, i risultati dell’analisi di portafoglio sono stati trasferiti in una relazione di sintesi semplificata destinata alla comunicazione agli iscritti. 
Per un processo partito dal basso e che strada facendo ha coinvolto tutti gli attori sociali ed aziendali occorrerà nel corso dei prossimi anni provare ad immaginare nuovi traguardi capaci di restituire una prospettiva di cambiamento radicale che a dire il vero è già iniziata in tutto il mondo.
Il movimento “occupy wall street”, i ragazzi di Puerta du Sol, i nostri giovani indignati che hanno sfilato pacificamente il 15 ottobre a Roma sono i segnali storici di questo grande e radicale cambiamento.
 
Ogni giorno un uccello trovava requie sui rami secchi di un albero solitario in mezzo a una pianura desertica. Un giorno passò proprio là una tromba d’aria che coi suoi fulmini incenerì quell’albero. L’uccello fu costretto a volare a lungo. Alla fine, spossato, giunse in una foresta di alberi carichi di frutti. È una mamma che sta leggendo questa favola a un suo bambino, mentre viaggiano di fronte a me su un treno da Roma a Firenze. La morale non è più di tanto esaltante: è quella dell’adagio secondo il quale «non tutti i mali vengono per nuocere».
Ma io provo a pensare a qualcos’altro, lasciandomi condurre anch’io dal fascino dell’ascolto di una voce di madre: quell’uccello non avrebbe mai rinunciato alle sue abitudini, alla sicurezza e alla modestia di un’esistenza monotona, se non ci fosse stata quella bufera e quella perdita a prima vista devastante. La tempesta può generare lo scotimento dell’inerzia, fa imboccare il rischio, lasciando alle spalle la routine, la dipendenza e l’assuefazione. È l’aprirsi di un orizzonte inatteso e inaspettato. Nei suoi Colloqui, il grande umanista Erasmo da Rotterdam portava alle estreme conseguenze questa idea: «Non vi è nulla di così assurdo che l’abitudine non renda accettabile». Certo, c’è anche l’aspetto positivo della forza di sopportazione dei mali che l’assuefazione produce.
Ma l’elemento più pericoloso che trascina in sé è quello dell’accettazione, della caduta del desiderio di cercare qualcosa di più alto, è il non sospettare che ci sono mete più grandiose da conquistare. Infrangere i fili che legano piedi e mani e avviarsi in un lungo cammino è più faticoso di quanto s’immagini.

(Gianfranco Ravasi)


a
 cura di Walter Bottoni.
                            

previTeNdA

Dic 20, 2011   //   by wbottoni   //   Sindacato  //  Nessun commento
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Inventare una parola sgrammaticata è stato ve l’assicuro un esercizio alquanto faticoso perchè volevo riuscire ad esprimere  con  il suo suono timido e deciso anche lo straordinario desiderio di occupare quello spazio comune ostico e forse anche un po’ ostile qual’è la previdenza, piantandoci su  anche una strana tenda…. una delle tante che da Puerta del Sol stanno spuntando un po’ ovunque sul nostro pianeta.

Fino ad oggi la previdenza grazie alle cure del potere politico è stata consegnata nelle mani del mercato finanziario che a detta loro come per il campo dei miracoli nel paese degli Acchiappacitrulli (Pinocchio) ce l’avrebbe restituita ricca colma di monete d’oro e d’argento.
La previdenza per fortuna delle nostre parti (al Monte) è tuttora un antico mestiere capace di conservare l’arte della prudenza e lo sguardo  curioso ed aperto in un universo in continua evoluzione.
Per questo il certificato di qualità che ci ha riconosciuto EUROSIF (forum europeo della finanza sostenibile) non premia solo la quantità dei processi di selezione e certificazione dei nostri portafogli finanziari ma soprattutto la originalità e la qualità della spinta progettuale che i lavoratori hanno saputo esprimere attraverso i propri rappresentanti.
Mi piace l’immagine della tenda che evoca il calore di una ricerca collettiva nell’emergenza, un cantiere aperto allegro e rumoroso in mezzo alle rovine di un mondo che non riesce più a camminare lungo la scia di un progresso perduto, a respirare dentro e fuori di un sordo cielo e nemmeno ad amare almeno uno di quei migliaia di bambini che ogni giorno muoiono di fame.
Ad oggi, come ci ricorda Luciano Gallino l’80% della popolazione del mondo – 5,2 miliardi di individui – non gode di una protezione sufficiente per consentirle di affrontare i rischi concernenti la salute, il reddito e l’invalidità causata dall’invecchiamento.
Per questo credo che noi più fortunati che disponiamo di un Fondo Pensione dobbiamo essere consapevoli della sua importanza verso di noi ma anche e soprattutto verso coloro i quali indirizziamo le nostre risorse.